Passeggiando con Slow Food

27 maggio 2018

In una nostra passeggiata lungo il percorso che ci porta al Crocifisso della Chiesiola Diruta, abbiamo il piacere di avere con noi il dott. Luigi Monaco, fiduciario di Slow Food Crotone, nonché socio-fondatore de Il Barattolo Ecotronei.
A Luigi – ci permettiamo di chiamarlo per nome e dargli del tu per la profonda stima ed amicizia che ci lega nonché per il sodalizio associazionista – vogliamo rivolgere delle domande.

Come nasce Slow Food e qual è la sua quintessenza?
Slow Food nasce da un’esigenza di avere un cibo compatibile non solo per menti che lo avevano concepito, bensì per tutti perciò rappresenta una sorta di “chiamata alle armi” per raccogliere la disponibilità di intellettuali ed artisti vari che hanno sottoscritto il manifesto della nascita di questo movimento che, oggi è una condotta, una linea-guida, una filosofia che accomuna persone legate dagli stessi interessi per l’ambiente e per il cibo che deve essere buono, cioè non contaminato, pulito, perché la natura crea il cibo e se essa è pulita anche il cibo lo sarà, giusto, perché deve avere un costo adeguato alla sua qualità e al guadagno del produttore. La qualità del cibo negli ultimi decenni ha dovuto fare e fa i conti con la nascita dei fast food, con la diffusione degli hard discount e dei prodotti a basso costo, ma c’è una considerazione da fare: il cibo non è soltanto quello che si consuma, ma è anche un modo per pensare alla natura partendo da un numero: ottocentoventi milioni di persone soffrono la fame, eppure nel mondo si produce cibo per dieci miliardi di persone. Questo è un paradosso che non può esistere perché diminuire la produzione di cibo significa accrescere il valore del cibo a disposizione. Altra caratteristica di Slow Food è assecondare la lentezza della natura per recuperare tradizioni, naturalità e tempo, d’altro canto il legame con il cibo deve partire dalla passione per il territorio.
Come fa Slow Food per promuovere queste iniziative?
Per capire cosa fa Slow Food basta partecipare ad una transumanza. Questo evento naturale, noi, nella provincia di Crotone da 9 anni, lo abbiamo accolto e fatto nostro facendolo diventare un tratto caratteristico del nostro lavoro oltre che un attrattore turistico. Inoltre Slow Food calza le scarpe da lavoro e va sul campo, raggiunge i produttori e porta loro il suo giudizio su quello che stanno producendo e questo diventa un valore aggiunto e motivazionale per una migliore qualità del loro lavoro prima e dei loro prodotti poi.
Come possono avvicinarsi i giovani a Slow Food?
I giovani ci sono già dentro con le loro accortezze ed azioni quotidiane e con la giusta sensibilità verso i problemi che la nostra società ci pone. Un altro modo che Slow Food Crotone propone, già da tre anni, sono i progetti di alternanza scuola-lavoro con i quali abbiamo esteso la nostra filosofia a più di 250 giovani che ora sono maggiormente consapevoli che un futuro etico e sostenibile è attuabile.
Quali sono le convergenze con Il Barattolo Ecotronei?
Il Barattolo è uno Slow Food con una scatola più piccola, noi siamo un “Barattolo” con una scatola più grande, bella, visibile ed infiocchettata. Le coincidenze e le sovrapposizioni sono molteplici tanto è vero che la contaminazione è avvenuta con naturalezza: non si capisce chi ha contaminato chi. Perciò convergenza piena di temi, abitudini, filosofie, interessi e progetti.

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