Siamo a Camigliatello Silano con il presidente dell’Associazione Guide Parco, al secolo Ivan Vigna.

Ivan, ti voglio subito chiedere qual è la caratteristica principale di un uomo che guida le Guide del Parco?

Innanzitutto, bisogna avere grande capacità di mediazione perché, essendo tutti guide abituate ad essere leaders all’interno dei loro gruppi, è abbastanza complicato riuscire a governarli, ecco. È una cosa abbastanza difficile, però con la buona volontà, si riesce ad ottenere anche questo e, devo essere sincero, è un’associazione che, mano mano, sta crescendo e che, soprattutto con l’aiuto del vicepresidente che conosci bene, stiamo incanalando sulla strada giusta, sul sentiero giusto”.

Mi dai lo spunto per farti la seconda domanda. Qual è la direzione, le direttive e gli obiettivi che vi ponete, ma in particolare che tu ti poni, per questa associazione?

Prima di darti la risposta bisogna partire dall’inizio… Siamo partiti con un gruppo molto risicato costituito dalle vecchie guide Parco, abbiamo inglobato le nuove guide Parco e quindi abbiamo cercato, già dal primissimo momento, di darci dei compiti estendendo a tutti i componenti dell’associazione la possibilità di lavorare in base alle competenze ed alla voglia di fare… Per esempio, la parte relativa ai media è condotta in maniera egregia da alcune delle nuove guide. La stessa cosa vale per quanto riguarda la progettazione. Chiaramente progettare anche il futuro non è facilissimo, però ci stiamo provando in tutti i modi e speriamo di avere fra qualche anno un’associazione ancora migliore di com’è adesso”.

Come si pone l’Associazione Guide Parco nel rapporto con il Parco?

Innanzitutto, è un rapporto di grande collaborazione. Anche qui c’è bisogno di fare una breve ricostruzione: si parte da un passato non troppo lontano dove non c’era grande dialogo tra le due componenti. Adesso questo dialogo c’è, l’Ente Parco ha constatato che l’Associazione delle Guide è fatta di persone capaci, in grado di portare avanti dei discorsi concreti e concretizzabili quindi, mano mano, si sta crescendo anche nel rapporto con il Parco ed approfitto per ringraziare l’Ente perché questo passaggio, ossia che si affidassero a noi come si stanno affidando in questo momento, non era assolutamente scontato”.

La bellezza dei nostri territori può essere fruita attraverso una sostenibilità corretta: quali pensi possano essere le azioni dirette a questo obiettivo?

Questo discorso è molto importante: ognuno deve fare la propria parte! Le guide in prima persona si devono collegare con i territori, devono diventarne interpreti, devono cercare di fare emergere tutto quello che di positivo quel territorio ha perché di cose negative se ne dicono fin troppo! Quindi, noi abbiamo il compito di far apprezzare, di far emozionare le persone che accompagniamo e devo dire che, anche grazie al corso Aigae che abbiamo fatto, questa cosa è emersa in maniera fortissima ed ecco perché sono molto molto fiducioso per il futuro su un’associazione ed un parco che funzionano alla perfezione. Voglio solo fare un piccolo appunto che io ripeto più volte: noi ci impegniamo tantissimo, ma una cosa vorrei chiedere agli amministratori in generale ed è quella di avere una maggiore cura dei territori perché, come dicevo poco fa, è difficile far emozionare, emozionarsi, far emozionare le persone di fronte a paesaggi bellissimi, a laghi di una bellezza straordinaria che tutti esaltano rispetto all’incuria del territorio dovuta non tanto alle amministrazioni quanto ai singoli che continuano a frequentare questi luoghi che forse non si meriterebbero di frequentare…”.

Si, diciamo che abbiamo bisogno anche di una rivoluzione culturale. Tu prima hai parlato del fatto che ognuno deve fare la sua parte, io credo che ognuno di noi lo debba fare in primis come uomo e poi come cittadino, perché poi anche il senso civico diventa in questi posti una cosa estremamente importante, un punto di riferimento…

Io credo che sarebbe bene che tutti – non solo le guide parco, il Parco, le amministrazioni, ma anche il singolo cittadino – mettano del proprio affinché questo territorio possa splendere della bellezza che ha e, evitando di fare delle critiche, diciamo in generale che Dio ci ha dato un luogo magnifico e a noi non resta che tutelarlo nel migliore dei modi”.

Si, ci vuole consapevolezza e senso di appartenenza che poi ci portano verso orizzonti migliori… Tu hai parlato del corso Aigae anticipando in un certo senso la mia domanda, ci vuoi raccontare un’esperienza di questo recente corso che ha messo delle belle stellette alla maglia delle Guide Parco. C’è qualcosa che ti ha colpito particolarmente?

Per me si è trattato di un aggiornamento perché ero già guida Aigae però non c’è un momento particolare in quanto si è trattato di un crescendo di esperienze e di emozioni che sono culminate in giornate fantastiche dove ho visto colleghi emozionarsi e piangere… uso sempre la parola emozionarsi perché per noi è importante questo… di fronte a questa natura che è unica e che è l’unico scopo per cui ci muoviamo, la nostra azione deve essere solo quella di promuoverla…”.

Mi dici che vivere la montagna è una suggestione a 360 gradi, perché tu non mi parli solo di escursionismo quando mi parli di emozioni…

Vedi l’escursionismo è un aspetto che deve ricoprire la guida…

Scusami se ti interrompo, quali sono gli altri aspetti? Perché siamo abituati un po’ ad immaginare una guida che ci conduca appunto, ci faccia vedere queste meraviglie… però l’escursionismo non è un solo aspetto che compone i ruoli della guida…

Innanzitutto quello di cercare di avvicinare il più possibile le persone al territorio, facendo comprendere loro che esso deve essere tutelato in tutti i modi. L’attività di guida ha veramente tante sfaccettature e non consiste soltanto nell’accompagnamento, ma nella conoscenza dei luoghi, delle leggende, delle storie di quei luoghi, della storia che è importante e che una volta raccontata ha sempre un grande effetto sulle persone che accompagniamo. Là scatta quel meccanismo che rende l’escursione unica e che ti fa capire perché bisogna andare con una guida su quei sentieri perché è l’unica che ti può dare tutte le informazioni necessarie e tutte le emozioni per percorrerli nel migliore dei modi. Noi siamo degli interpreti ambientali, dei mediatori ambientali, consentimi questo nuovo termine, cioè abbiamo la competenza per mettere in comunicazione quello che andiamo a visitare con la persona che per la prima volta arriva in quel luogo, e così facilitiamo questo avvicinamento tra l’uomo e la natura”.

E quindi per questo ogni escursione è unica…

Ogni escursione è unica anche facendo lo stesso tipo di percorso. Qualunque delle guide riesce a renderti partecipe di momenti diversi, e a far vedere alle persone delle cose diverse. Secondo me è un lavoro unico e ne sono veramente innamorato. Ti dirò di più ne sono innamorato ancora di più adesso con l’inserimento di queste nuove guide”.

Cosa intendi per nuove guide?

Per nuove guide intendo quelle guide che si sono titolate due anni fa. Esse hanno dato una spinta verso il miglioramento dell’attività e questo è una cosa importante, una ventata di aria fresca e chiaramente loro sono il futuro perché sono molto più giovani di noi e speriamo che riescano a fare ancora meglio di quello che abbiamo fatto noi fino a questo momento”.

Mi dai un altro assist… tu hai detto la parola giovani… i giovani come si inseriscono in questo circuito e quali credi tu possano essere le cose che loro potrebbero fare?

I giovani possono fare tanto per diversi motivi, intanto perché hanno capacità e studi specifici che consentono di mostrare cose che altrimenti passerebbero inosservate, hanno padronanza dei nuovi mezzi di comunicazione e questa cosa è importante perché far conoscere il territorio non è cosa facile. Io in molte occasioni, girando per fiere di settore, ero convinto di parlare della Sila e che tutti sapessero cosa fosse. In realtà non è così, non era assolutamente scontata la conoscenza di questo territorio, anzi, se mi permetti, ti dico che chi arriva in Calabria, raggiungendo la Sila, immagina di trovare un territorio quasi deserto. Quando si trovano di fronte a questo spettacolo della natura fatto di corsi d’acqua, alberi e di tutto ciò che c’è in questo parco nazionale, allora arrivano le soddisfazioni che la guida merita”.

Ivan, grazie perché ci hai regalato non un’intervista, ma un’emozione. A presto e buon lavoro.

Grazie a te e per quest’intervista e per quello che fai con la tua associazione perché è una cosa veramente meritevole ed anche questa non scontata”.

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