soccorso alpino giacomo zanfei

Si riparte dalla sede amministrativa – in Lorica – del Parco Nazionale della Sila ed in collegamento ideale con gli altri due Parchi calabresi – Pollino ed Aspromonte – per riprendere le attività in outdoor dopo l’emergenza e lo stop imposti dal Covid 19.
L’iniziativa lanciata dal Coordinamento Guide Parco Calabria è in linea con l’entusiasmo per la ripresa e, simultaneamente, con la responsabilità civica del rispetto dei protocolli di sicurezza, intendendo questi ultimi come alleati e non come restringenti prescrizioni.

La giornata si apre con una “simulazione” in sicurezza per ciò che concerne le visite ai Centri Visita del Parco e la fruizione dei nostri meravigliosi sentieri. Le Guide del Parco con un’estesa responsabilità, viste le nuove circostanze in cui si dovrà operare da oggi in poi, declinano la loro formazione per accompagnare e farlo in termini di sicurezza.
Insieme alle Guide, il presidente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria, Giacomo Zanfei, a suggellare con la sua presenza la necessità stringente, ora più che mai, di esserci in maniera capillare. A lui chiediamo se in questo particolare momento storico c’è bisogno di rimodulare il concetto di sicurezza in montagna:

Si. I primi a rimodulare un modo di operare dobbiamo essere noi. Non eravamo abituati a metterci le mascherine o ad approcciare un soccorso con questi tipi di DPI, quindi, oggi, stiamo facendo anche noi una nostra formazione interna. E questo comporta un ulteriore tassello da mettere nel nostro processo di avvicinamento ad un intervento. Noi non ci siamo mai fermati durante l’emergenza Covid perché facciamo parte del sistema della Protezione Civile a livello centrale, siamo membri fondanti del suo Dipartimento. Il vero problema è quello di un approccio mentale a questa nuova tipologia di comportamento e adesso va cambiato anche l’approccio dell’escursionista, il quale deve avere rispetto prima per sé stesso e poi per gli altri, quindi come mette nello zaino l’acqua piuttosto che il panino deve provvedere a mettere questi dpi, mascherina, gel e guanti. Questi sono gli elementi base sui quali dobbiamo lavorare.”

Ora che ci approcciamo alla ripresa, il discorso del presidente ci porta alla necessità di lavorare sulla formazione e sulla divulgazione. E lui stesso ci suggerisce chi sono i soggetti preposti a tali atti:

“In primis, le guide del parco che sono professionisti della montagna e chi, come loro, entra con professionalità nel cuore del bosco. In seconda battuta devono essere i soci delle associazioni di escursionismo, il primo fra tutti il Cai, che è la più antica associazione in Italia, ma anche gli altri. Ora dico una cosa un po’ forte: in questa fase, che non si sa quanto durerà, dobbiamo anteporre questa formazione al piccolo guadagno delle associazioni di trekking, nel senso che bisogna cercare di dare un prodotto, magari acquistando un kit da fornire a chi ne è sprovvisto. Si tratta di un investimento irrisorio che potrà fare la differenza tra un’associazione ed un’altra, tra una guida ed un’altra, tra un gruppo ed un altro! ”.

Perciò in ultimo arriviamo a comprendere che si tratta di rafforzare il concetto di “educazione” in montagna e di un approccio diverso alla stessa intriso di responsabilità, consapevolezza e senso civico che diventa ora maggiormente necessario perché, ci ricorda Zanfei, “finora ci siamo abituati a come vestirci, a cosa mettere nello zaino… Adesso nello zaino necessariamente dobbiamo mettere i dispositivi di protezione individuale che sono una forma di rispetto per sé e per gli altri”.

Il presidente Zanfei, nel prosieguo della giornata formativa propone una serie di attività utili alle guide sottolineando più volte come il “segreto” della serenità in montagna sia dato dalla cooperazione tra quelle “forze” che vi si addentrano, facendo riferimento non solo ai suoi collaboratori, ma anche alle guide che continua ad interpellare con l’epiteto di professionisti della montagna e conoscitori del territorio: l’insieme di questi due elementi offre lo spunto per progetti di collaborazione futura.

Ci da conferma di questo il presidente dell’Associazione delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila, Ivan Franco Vigna. Quando quasi a fine giornata, gli chiediamo se questo primo incontro può ritenersi foriero di ulteriori collaborazioni, così risponde:

“Sicuramente, perché siamo due facce della stessa medaglia. Il soccorso alpino con i suoi interventi può essere utile a noi, ma avviene anche il contrario e siamo pronti a legare il nostro al loro lavoro per una fruizione della montagna che sia sempre più sicura, in particolare ora, faremo divulgazione perché è importante che tutti sappiamo che i presidi previsti dai protocolli sono indispensabili e devono essere condotti al seguito. Anzi io voglio fare un appello all’uso di mascherine riutilizzabili per evitare l’accumulo di materiale e rifiuti che devono essere poi smaltiti.”

Il fulcro centrale della giornata ruota attorno al riprendere le attività in maniera diversa rispetto al pre-Covid perché – ci dice Ivan – “siamo qua per ribadire la nostra voglia di riprendere le nostre attività nella massima sicurezza e nel rispetto di quelli che sono i protocolli che ci hanno fornito Federparchi ed Aigae, la nostra associazione di categoria. E l’intervento del Soccorso Alpino nella persona del suo presidente si inserisce in questa giornata a rafforzare il concetto di sicurezza, a rimodularlo, proprio come ha detto Giacomo".

Inoltre la giornata fortemente voluta dal Coordinamento dei tre parchi calabresi assume una valenza ancora più forte ancorché capillare perché diventa una dimostrazione per rendere più sicure le escursioni ed attenersi responsabilmente alle indicazioni date.”
Nelle parole del presidente delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila è racchiuso perciò un solo, utile, necessario e non rinviabile concetto: l’hic et nunc della montagna in questo momento si declina necessariamente attraverso una forte forma di civiltà e cultura che si spera possa diventare il leit motiv di chi questa montagna la vuol fruire con la dignità dell’uomo e l’universalità del cittadino.

Rispondi

Scroll to top

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. maggiori informazioni

Che cosa sono i cookie? Un cookie è un piccolo file di lettere e numeri che può essere memorizzato sul tuo browser o sul disco fisso del tuo computer quando visiti il nostro sito web. I cookie contengono informazioni sulle tue visite al suddetto sito web. Cookie di terze parti. Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato (prima parte), sia da siti gestiti da altre organizzazioni (terze parti). Esempi notevoli sono la presenza di “embed” video o “social plugin” da servizi di social network. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L’utilizzo più comune è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network. La presenza di questi plugin comporta la trasmissione di cookie da e verso tutti i siti gestiti da terze parti. La gestione delle informazioni raccolte da terze parti è disciplinata dal regolamento Europeo sulla protezione dei dati, GDPR n. 2016/679. Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi