


Associazione Il Barattolo Ecotronei
Maria Assunta 3297051812
Giovanni- 3208292222
guida AIGAE e PNS
Escursioni naturalistiche, educazione e interpretazione ambientale e riciclo creativo.
info@ilbarattoloecotronei.it
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Lo zafferano di Pallone è femmina
Io e Giovanni siamo di nuovo a Pallone, vicino Marzi.
Ci torniamo con tanto piacere perché è un luogo dove gli “abitanti” svolgono le loro attività quotidiane con naturalezza, mentre a me sembra quasi di tornare indietro, di circoscrivere il mio momento dietro un recinto di filo spinato che mi restituisce una condizione ancestrale della mai vita e di quella di ogni uomo. Si, perché non serve fare magie o chiudere gli occhi per accorgersi che la semplicità è l’essenza della vita stessa. Serve invece essere consapevoli che vivere la vita con la semplicità di chi si sporca le mani di terra è il paradigma che ci restituisce grammaticalmente il senso perso del nostro andare avanti.
Associazione Il Barattolo Ecotronei @ All Right Reserved 2026

Siamo qui con Francesca. Di cognome fa Garofalo, ma noi siamo ormai diventati amici e, aldilà del sorriso, ci rivolgiamo a lei chiamandola per nome. D’altro canto, avendo una passione in comune che è la natura e la montagna, come si fa a non parlarsi con confidenza?
Francesca è una ragazza coraggiosa. Giovane e piena di belle cose da raccontare. Libera di imparare e conoscere. Gioiosa nell’affrontare la vita e le sfide.
Stamattina siamo venuti qui a gustare un buon caffè, ma anche a toccare con mano quello che accade… e poi a farci una chiacchierata con Francesca…

Ci sediamo su un vecchio divano in magazzino, fuori il vento non ci consente di ascoltarci e noi invece vogliamo sentirci. Francesca sorride anche con gli occhi, ma io vado, subito al sodo e inizio con la prima domanda.
Siamo in mondo in cui appare sempre più strano il fatto che giovani donne intraprendenti possano dar vita ad avventure straordinarie in un settore che da sempre è ad appannaggio dell’uomo. Quello della produzione agricola. Cosa spinge una giovane donna come te a “ritornare” alla terra?
Prima di rispondere vorrei ringraziare te e Giovanni che oggi siete tornati a Pallone, e soprattutto per questa intervista perché chiacchierare e confrontarmi con voi mi porta a riflettere sulla decisione che ho preso. Io penso che la donna venga spinta al ritorno alla terra semplicemente per pura passione…
La interrompo perché non voglio che glissi e le specifico ciò che voglio sapere…
Quindi ti guida la passione però tu hai parlato di donna io non voglio sapere la donna in generale voglio saper Francesca Garofalo…
In questo caso ti rispondo che Francesca Garofalo pur venendo da una storia familiare che ha al centro un’azienda agricola, si è avvicinata in prima persona alla terra per la passione che ho già citato…
Ecco, vedi, il tuo già non è un vero ritorno perché tu ci sei comunque sempre vissuta…
Si, però non mi sono mai veramente interessata. L’ho fatto nel momento in cui mi è venuta la voglia di capire se in un territorio come il nostro (ed in una regione come la nostra) era possibile oppure no fare agricoltura ed imprenditoria. Quindi è stata anche per certi aspetti una sfida…
E lo è ancora immagino…
Questa sfida è sempre attiva, perché noi purtroppo siamo stati abituati ad una narrazione errata che ci parla di una Calabria difficile e da abbandonare ed invece io ho voglia di uscire da questo schema.
Oggi si parla spesso, spessissimo, di ritorno al passato, di ricerca delle tradizioni perché nelle cose che facciamo vogliamo metterci anche un po’ di ricerca antropologica, ma il passato acquisisce significato se non dimentichiamo la propensione al futuro. Quindi ti chiedo, cosa c’è nella tua azienda che richiama il passato e cosa la getta nella futuro?
Sono cresciuta nell’azienda di mio padre quindi, inevitabilmente, mi sono impregnata di cultura contadina anche se devo dire che la scelta è stata mia: non mi sono avvicinata all’azienda perché lo hanno fatto i miei genitori! Probabilmente se non fossi cresciuta qui a Pallone, avrei fatto comunque la contadina perché ho tanta passione per la mia terra. Inoltre, ho necessità di un contatto con la natura, perché questo mi fa stare bene. Per quanto concerne la propensione al futuro, qui subentra l’aspetto familiare perché vorrei dare un seguito a quello che c’è oggi in azienda, senza abbandonarlo. Anzi, gli vorrei dare una connotazione innovativa.
Sono curiosa di conoscere una tua giornata tipo. O meglio, esiste una tua giornata tipo?
La giornata tipo non c’è perché sono impegnata su più fronti. Il mio lavoro principale è fare la ragioniera in un azienda che si occupa di vendita online di prodotti audio elettronici. È quel lavoro che mi permette, ad oggi, di far fronte alle spese quotidiane. Il mio lavoro per passione è fare l’imprenditrice agricola, fare la contadina. E quindi, al mattino, dopo aver lasciato i miei due bambini a scuola, vengo a Pallone e lavoro nella terra. Faccio inoltre parte di alcune associazioni del mio paese, e quindi mi impegno anche in altre cose…

Che cosa fai per promuovere la tua azienda agricola?
Per ciò che concerne la promozione, facciamo veramente tutto con tutte le nostre forze e per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario lo faccio solo ed esclusivamente con le mie capacità perché avere qualcuno che si occupi del marketing ha dei costi che al momento non possiamo sostenere. In particolare, la prima cosa che faccio è quella di formarmi. Lo faccio su due fronti: per ciò che concerne le coltivazioni, in particolare lo zafferano, mi confronto con altri produttori di zafferano della Calabria; per ciò che attiene più in generale agli aspetti naturalistici, trattandosi di un territorio in montagna, mi occupo di raccogliere informazioni anche dalle guide che sono sul territorio…
Guide ambientali intendi?
Si, esattamente!
E che apporto ti può dare una guida?
Io penso che una guida ambientale escursionistica sia fondamentale per chi vive in un territorio come il nostro. La guida è formata per guidarci come dice la parola stessa, in tanti aspetti che non sono solo le escursioni tout-court, ma la sua competenza si estende anche ad informazioni riguardanti il clima, i fenomeni che si verificano, i comportamenti della fauna. Chi condivide questo territorio, tra essere umani, animali e piante, secondo me deve conoscere queste dinamiche e la guida facilita la loro connessione.
Arriviamo a questo bellissimo progetto dello zafferano silano: svelaci qualche segreto su questa meravigliosa sostanza… e poi ti chiedo perchè lo zafferano e non un altro prodotto?
Era il 2021. Il lavoro che svolgevo mi stava molto stretto. Ad un certo punto, ho sentito forte l’esigenza di ritornare a contatto con la natura e visto che c’era quest’azienda di famiglia, ho cercato di muovermi in questa direzione. Nella raccolta di informazioni sui metodi di agricoltura biologica mi è rimasta impressa la storia dello zafferano e mi sono chiesta se alle nostre altitudini questa pianta potesse vegetare. Per prima cosa, mi sono avvicinata a chi la produceva in regime biologico: Giovanni Caruso, a Simeri Crichi che mi ha aperto questo nuovo mondo. Il primo impianto risale al 2022 con l’acquisto di duemilacinquecento bulbi, provenienti da Soveria Mannelli. Quell’anno è stato di prova. Negli anni a seguire, abbiamo incentivato la produzione. Ora non siamo affermati sul mercato, ma abbiamo iniziato a vendere nei mercatini locali. Quello che ritengo importante in questa fase è continuare a fare rete con gli altri contadini soprattutto nel settore di questa coltivazione nuova che è poco comune per le nostre altitudini.

Che cosa fai per promuovere la tua azienda agricola?
Per ciò che concerne la promozione, facciamo veramente tutto con tutte le nostre forze e per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario lo faccio solo ed esclusivamente con le mie capacità perché avere qualcuno che si occupi del marketing ha dei costi che al momento non possiamo sostenere. In particolare, la prima cosa che faccio è quella di formarmi. Lo faccio su due fronti: per ciò che concerne le coltivazioni, in particolare lo zafferano, mi confronto con altri produttori di zafferano della Calabria; per ciò che attiene più in generale agli aspetti naturalistici, trattandosi di un territorio in montagna, mi occupo di raccogliere informazioni anche dalle guide che sono sul territorio…
Guide ambientali intendi?
Si, esattamente!
E che apporto ti può dare una guida?
Io penso che una guida ambientale escursionistica sia fondamentale per chi vive in un territorio come il nostro. La guida è formata per guidarci come dice la parola stessa, in tanti aspetti che non sono solo le escursioni tout-court, ma la sua competenza si estende anche ad informazioni riguardanti il clima, i fenomeni che si verificano, i comportamenti della fauna. Chi condivide questo territorio, tra essere umani, animali e piante, secondo me deve conoscere queste dinamiche e la guida facilita la loro connessione.
Arriviamo a questo bellissimo progetto dello zafferano silano: svelaci qualche segreto su questa meravigliosa sostanza… e poi ti chiedo perchè lo zafferano e non un altro prodotto?
Era il 2021. Il lavoro che svolgevo mi stava molto stretto. Ad un certo punto, ho sentito forte l’esigenza di ritornare a contatto con la natura e visto che c’era quest’azienda di famiglia, ho cercato di muovermi in questa direzione. Nella raccolta di informazioni sui metodi di agricoltura biologica mi è rimasta impressa la storia dello zafferano e mi sono chiesta se alle nostre altitudini questa pianta potesse vegetare. Per prima cosa, mi sono avvicinata a chi la produceva in regime biologico: Giovanni Caruso, a Simeri Crichi che mi ha aperto questo nuovo mondo. Il primo impianto risale al 2022 con l’acquisto di duemilacinquecento bulbi, provenienti da Soveria Mannelli. Quell’anno è stato di prova. Negli anni a seguire, abbiamo incentivato la produzione. Ora non siamo affermati sul mercato, ma abbiamo iniziato a vendere nei mercatini locali. Quello che ritengo importante in questa fase è continuare a fare rete con gli altri contadini soprattutto nel settore di questa coltivazione nuova che è poco comune per le nostre altitudini.

Che cosa fai per promuovere la tua azienda agricola?
Per ciò che concerne la promozione, facciamo veramente tutto con tutte le nostre forze e per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario lo faccio solo ed esclusivamente con le mie capacità perché avere qualcuno che si occupi del marketing ha dei costi che al momento non possiamo sostenere. In particolare, la prima cosa che faccio è quella di formarmi. Lo faccio su due fronti: per ciò che concerne le coltivazioni, in particolare lo zafferano, mi confronto con altri produttori di zafferano della Calabria; per ciò che attiene più in generale agli aspetti naturalistici, trattandosi di un territorio in montagna, mi occupo di raccogliere informazioni anche dalle guide che sono sul territorio…
Guide ambientali intendi?
Si, esattamente!
E che apporto ti può dare una guida?
Io penso che una guida ambientale escursionistica sia fondamentale per chi vive in un territorio come il nostro. La guida è formata per guidarci come dice la parola stessa, in tanti aspetti che non sono solo le escursioni tout-court, ma la sua competenza si estende anche ad informazioni riguardanti il clima, i fenomeni che si verificano, i comportamenti della fauna. Chi condivide questo territorio, tra essere umani, animali e piante, secondo me deve conoscere queste dinamiche e la guida facilita la loro connessione.
Arriviamo a questo bellissimo progetto dello zafferano silano: svelaci qualche segreto su questa meravigliosa sostanza… e poi ti chiedo perchè lo zafferano e non un altro prodotto?
Era il 2021. Il lavoro che svolgevo mi stava molto stretto. Ad un certo punto, ho sentito forte l’esigenza di ritornare a contatto con la natura e visto che c’era quest’azienda di famiglia, ho cercato di muovermi in questa direzione. Nella raccolta di informazioni sui metodi di agricoltura biologica mi è rimasta impressa la storia dello zafferano e mi sono chiesta se alle nostre altitudini questa pianta potesse vegetare. Per prima cosa, mi sono avvicinata a chi la produceva in regime biologico: Giovanni Caruso, a Simeri Crichi che mi ha aperto questo nuovo mondo. Il primo impianto risale al 2022 con l’acquisto di duemilacinquecento bulbi, provenienti da Soveria Mannelli. Quell’anno è stato di prova. Negli anni a seguire, abbiamo incentivato la produzione. Ora non siamo affermati sul mercato, ma abbiamo iniziato a vendere nei mercatini locali. Quello che ritengo importante in questa fase è continuare a fare rete con gli altri contadini soprattutto nel settore di questa coltivazione nuova che è poco comune per le nostre altitudini.

Che cosa fai per promuovere la tua azienda agricola?
Per ciò che concerne la promozione, facciamo veramente tutto con tutte le nostre forze e per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario lo faccio solo ed esclusivamente con le mie capacità perché avere qualcuno che si occupi del marketing ha dei costi che al momento non possiamo sostenere. In particolare, la prima cosa che faccio è quella di formarmi. Lo faccio su due fronti: per ciò che concerne le coltivazioni, in particolare lo zafferano, mi confronto con altri produttori di zafferano della Calabria; per ciò che attiene più in generale agli aspetti naturalistici, trattandosi di un territorio in montagna, mi occupo di raccogliere informazioni anche dalle guide che sono sul territorio…
Guide ambientali intendi?
Si, esattamente!
E che apporto ti può dare una guida?
Io penso che una guida ambientale escursionistica sia fondamentale per chi vive in un territorio come il nostro. La guida è formata per guidarci come dice la parola stessa, in tanti aspetti che non sono solo le escursioni tout-court, ma la sua competenza si estende anche ad informazioni riguardanti il clima, i fenomeni che si verificano, i comportamenti della fauna. Chi condivide questo territorio, tra essere umani, animali e piante, secondo me deve conoscere queste dinamiche e la guida facilita la loro connessione.
Arriviamo a questo bellissimo progetto dello zafferano silano: svelaci qualche segreto su questa meravigliosa sostanza… e poi ti chiedo perchè lo zafferano e non un altro prodotto?
Era il 2021. Il lavoro che svolgevo mi stava molto stretto. Ad un certo punto, ho sentito forte l’esigenza di ritornare a contatto con la natura e visto che c’era quest’azienda di famiglia, ho cercato di muovermi in questa direzione. Nella raccolta di informazioni sui metodi di agricoltura biologica mi è rimasta impressa la storia dello zafferano e mi sono chiesta se alle nostre altitudini questa pianta potesse vegetare. Per prima cosa, mi sono avvicinata a chi la produceva in regime biologico: Giovanni Caruso, a Simeri Crichi che mi ha aperto questo nuovo mondo. Il primo impianto risale al 2022 con l’acquisto di duemilacinquecento bulbi, provenienti da Soveria Mannelli. Quell’anno è stato di prova. Negli anni a seguire, abbiamo incentivato la produzione. Ora non siamo affermati sul mercato, ma abbiamo iniziato a vendere nei mercatini locali. Quello che ritengo importante in questa fase è continuare a fare rete con gli altri contadini soprattutto nel settore di questa coltivazione nuova che è poco comune per le nostre altitudini.

Che cosa fai per promuovere la tua azienda agricola?
Per ciò che concerne la promozione, facciamo veramente tutto con tutte le nostre forze e per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario lo faccio solo ed esclusivamente con le mie capacità perché avere qualcuno che si occupi del marketing ha dei costi che al momento non possiamo sostenere. In particolare, la prima cosa che faccio è quella di formarmi. Lo faccio su due fronti: per ciò che concerne le coltivazioni, in particolare lo zafferano, mi confronto con altri produttori di zafferano della Calabria; per ciò che attiene più in generale agli aspetti naturalistici, trattandosi di un territorio in montagna, mi occupo di raccogliere informazioni anche dalle guide che sono sul territorio…
Guide ambientali intendi?
Si, esattamente!
E che apporto ti può dare una guida?
Io penso che una guida ambientale escursionistica sia fondamentale per chi vive in un territorio come il nostro. La guida è formata per guidarci come dice la parola stessa, in tanti aspetti che non sono solo le escursioni tout-court, ma la sua competenza si estende anche ad informazioni riguardanti il clima, i fenomeni che si verificano, i comportamenti della fauna. Chi condivide questo territorio, tra essere umani, animali e piante, secondo me deve conoscere queste dinamiche e la guida facilita la loro connessione.
Arriviamo a questo bellissimo progetto dello zafferano silano: svelaci qualche segreto su questa meravigliosa sostanza… e poi ti chiedo perchè lo zafferano e non un altro prodotto?
Era il 2021. Il lavoro che svolgevo mi stava molto stretto. Ad un certo punto, ho sentito forte l’esigenza di ritornare a contatto con la natura e visto che c’era quest’azienda di famiglia, ho cercato di muovermi in questa direzione. Nella raccolta di informazioni sui metodi di agricoltura biologica mi è rimasta impressa la storia dello zafferano e mi sono chiesta se alle nostre altitudini questa pianta potesse vegetare. Per prima cosa, mi sono avvicinata a chi la produceva in regime biologico: Giovanni Caruso, a Simeri Crichi che mi ha aperto questo nuovo mondo. Il primo impianto risale al 2022 con l’acquisto di duemilacinquecento bulbi, provenienti da Soveria Mannelli. Quell’anno è stato di prova. Negli anni a seguire, abbiamo incentivato la produzione. Ora non siamo affermati sul mercato, ma abbiamo iniziato a vendere nei mercatini locali. Quello che ritengo importante in questa fase è continuare a fare rete con gli altri contadini soprattutto nel settore di questa coltivazione nuova che è poco comune per le nostre altitudini.
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