LA SILA E L'IDROELETRICO

La costituzione idrogeologica del nostro territorio è la protagonista della nostra storia e la fonte del nostro racconto. La Sila, oltre ad avere rigogliosi boschi, aria pulita ed infiniti esempi di biodiversità, possiede molti corsi d’acqua. Su di essi si incentra il nostro interesse perché sullo sfruttamento dei bacini silani e sulla conseguente organizzazione ed installazione di strutture ad hoc, si dipana la storia del territorio dove viviamo. I boschi della Sila Piccola sono intervallati da un corso d’acqua – l’Ampollino – da cui si origina l’invaso del lago omonimo (anche l’Arvo ed il Cecita, nella Sila Grande, sono laghi artificiali). Le acque sono state convogliate in virtù di un progetto sullo sfruttamento dei bacini silani risalente al 1906, a cura di un ingegnere lombardo, Omodeo. L’esperto era convinto che dall’utilizzazione coerente e congrua delle acque silane dipendesse la valorizzazione industriale dell’intero territorio. Su questa falsariga il suo progetto si orientò verso due obiettivi, il primo propedeutico al secondo. Bisognava modificare il regime dei torrenti per diminuire le grandi piene e per abbreviare i periodi di siccità e questo avvenne attraverso la costruzione di un bacino artificiale grazie al quale le acque sarebbero state trattenute a monte. Questa loro stagnazione sarebbe servita alla produzione di energia elettrica grazie alla costruzione di opere imponenti e di infrastrutture importanti, ed ecco realizzato il secondo degli obiettivi. La correlazione dei due obiettivi diede vita ad una delle più grandi opere di quegli anni nel Mezzogiorno oltre che ad uno dei più importanti esempi di utilizzazione di risorse idriche di bacini imbriferi a scopi plurimi.

Tra alterne vicende e variazioni sul progetto originario, la costruzione degli impianti iniziò nel 1922 e durò fino al 1932. Nel 1964 gli impianti idroelettrici silani – per effetto della nazionalizzazione dell’energia elettrica avvenuta nel 1962 – passarono all’Enel.

Il sistema idroelettrico all’interno del nostro territorio è denominato Orichella-Timpagrande-Calusia ed è uno dei complessi idrici più importanti dell’Italia Meridionale. È situato tra le province di Crotone e Cosenza ed è regolato dai due invasi dell’Arvo e dell’Ampollino, collegati tra loro da una galleria. Limitatamente ai due salti di Timpagrande e Calusia è regolato dai bacini di compenso di Orichella e Migliarite, comunicanti anch’essi tra di loro. Una presa sussidiaria preleva le acque del fiume Neto e le indirizza verso una vasca di compenso a monte dell’ultimo salto.

Questo sistema garantisce una producibilità media annua di circa 676,14 GWh: sono numeri importanti in termini di produzione di energia elettrica!

Tutte le opere realizzate nel corso del secolo scorso hanno una caratteristica rilevante per il nostro territorio: se si escludono le infrastrutture strettamente necessarie, l’impatto ambientale è veramente minimo. Il risultato è la produzione di energia elettrica pulita, a zero impatto ambientale, con un ciclo produttivo che assicura l’acqua residua per usi potabili ed irrigui.

È chiaro che con una storia connotata così fortemente all’idroelettrico non poteva in altro luogo nascere il Museo dell’Acqua e dell’Energia. A due passi dalla diga del Lago Ampollino, nel 2013, viene inaugurato questo museo che, nelle intenzioni dell’Ente Parco, deve accogliere il visitatore, le scolaresche, il turista in una visita multimediale attraverso una panoramica dei paesi ricadenti nell’aria del Parco, della sua flora e della sua fauna fino ad offrirgli una intera sezione in cui, partendo dalla costituzione morfologica del territorio, si arriva a parlare dell’uso plurimo delle acque e della produzione di energia elettrica in un territorio, come detto, a ciò votato, dove diventa fondamentale promuovere e salvaguardare tramite l’apporto  ed il coinvolgimento delle comunità locali, un rapporto equilibrato tra attività umane e conservazione dei valori naturali in grado di ricomprendere le attività economiche sostenibili e generare reddito, nonché sostenibilità sociale, ambientale e culturale.

Scroll to top

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. maggiori informazioni

Che cosa sono i cookie? Un cookie è un piccolo file di lettere e numeri che può essere memorizzato sul tuo browser o sul disco fisso del tuo computer quando visiti il nostro sito web. I cookie contengono informazioni sulle tue visite al suddetto sito web. Cookie di terze parti. Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato (prima parte), sia da siti gestiti da altre organizzazioni (terze parti). Esempi notevoli sono la presenza di “embed” video o “social plugin” da servizi di social network. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L’utilizzo più comune è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network. La presenza di questi plugin comporta la trasmissione di cookie da e verso tutti i siti gestiti da terze parti. La gestione delle informazioni raccolte da terze parti è disciplinata dal regolamento Europeo sulla protezione dei dati, GDPR n. 2016/679. Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi